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Campi di lavoro internazionale

Servizio civile e volontariato a Riace, per crescere e conoscersi
campo di lavoro
L’Associazione insieme con Lunaria, un ente no-profit che organizza a livello internazionale campi di lavoro giovanili, ogni anno propone nuove iniziative ai ragazzi volontari. Le attività dei campi si intrecciano e interagiscono con quelle dell’Associazione, nella raccolta della ginestra, nella raccolta delle olive e nell’organizzazione degli eventi estivi, in una sorta di sinergia, che coinvolge anche i giovani del paese, con l’idea di divulgare e far crescere insieme una città futura.

Taverna Donna Rosa

Cucina tipica ed etnica

Deve il suo nome, “Donna Rosa”, ad una venditrice ambulante di stracci, che in un epoca in cui si usava barattare inseme alle cose anche un po’ di solidarietà, qui, sulla piazza di fronte alla taverna teneva il suo mercato, in dei momenti di spaccato del quotidiano rimasti indelebili per la memoria collettiva. Oggi tra i piatti della tradizione calabresi e i sapori e i profumi delle cucine del vicino Oriente nasce un leame a voler ricordare quelle solidarità umane che uniscono ancora i popoli e le loro culture.

Laboratorio di ceramica artigianale

Al torino per l’argilla lavora Issa, che in persiano è il nome di Gesù, un giovane immigrato afgano, che ha imparato quest’arte grazie alla sua grande manualità. Le decorazioni a graffio sulle argille secche, tecnica derivata dall’esperienza magnogreca, è opera delle ragazze decoratrici del luogo. Un laboratorio di arte manuale nato dalla fusione di culture diverse ma almalgamabili come le argille.

Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati

Ospitalità e integrazione dei profughi e richiedeti asilo

Quando è nata l’Associazione, la prima cosa, che abbiamo pensato, è stata quella di dar vita ad un villaggio multiculturale, dove fosse facile parlare la stessa lingua, per poter tutti insieme andare avanti. Quando abbiamo cominciato, sentivamo il bisogno di forze, energie, che venissero da fuori, che rispolverassero vecchie usanze culturali della nostra terra, le più autentiche e positive, legate all’accoglienza e all’ospitalità. E’ stato un cammino felice, aiutare la gente, che, in cerca di una possibilità di cambiamento, si è trovata a passare di qua, è stato un cammino fruttuso per l’Associazione, che è cresciuta e si è ingrandita grazie a loro. Oggi siamo un centro di accoglienza per rifugiati e richedenti asilo, un’alternativa alla logica assistenziale di favore malconcesso dei CPT e, credo, un tentativo di fermare l’espansione dell’odierna società globalizzata, che richiama gli uomini a spostarsi, per le differenze sociali ed economiche, sempre più grandi fra nord e sud. Oggi spero di poter parlare la stessa lingua di questi uomini, di poter scambiare con loro qualche parola, che non sia danaro, ma diritto e dignità.

Riace Village

Un modo nuovo di fare vacanza, un modo vecchio per conoscersi
il paese albergo
Riace Village è la prima idea dell’associazione, che dall’accoglienza dei profughi kurdi nell’estate del’98 capì l’importanza di far rivivere le case di Riace. Riace Village è l’idea centrale dell’associazione, è il mezzo atraverso il quale si diffondono le altre idee, è la benzina dentro al motore di tutte le attività, che si svolgono a Città futura, è la porta d’ingresso di questa città ideale. Riace Village è fondata sull’ospitalità e sull’accoglienza, per dare ai viaggiatori la possibilità di essere a casa, di incontrarsi e scambiarsi il contenuto del proprio bagaglio, di partecipare attivamente, di essere responsabili e partecipi alla costruzione di una Città futura.

Riac…cendi il borgo

dalle viscere del proprio passato suona sempre incessante un tamburo pronto a dar la vita

La festa “Riac…cendi il borgo” è una metafora, sulla quale abbiamo costruito tutta la nostra esperienza per contrastare il senso di rassegnazione e di oblio sociale che spesso domina i contesti e le realtà come Riace. L’inizio della festa comincia all’alba con i preparativi e la predisposizione degli stands degli artigiani, che ripropongono gli antichi mestieri; verso il tramonto iniziano i giochi della tradizione popolare a cui partecipano tutti i ragazzi del luogo; poi la sagra dei “vermituri” (lumache in letargo), un’antica ricetta dei giorni di festa di Riace, e via via la piazza diventa un incandescente scenario di partecipazione collettiva alle danze e ai ritmi incalzanti della tarantella e dei suoni dei cantanti popolari; sul finire nel cuore della notte la festa si conclude con una spettacolare esibizione del “ballo du camiddu”, un’antica rievocazione tra fuochi, fumi e danze irrefrenabili delle antiche scorrerie saracene e turche. Il “ballo du camiddu” o anche detto “la danza del ciuccio” è la sagoma di un asinello colma di fuochi di artificio, sotto la quale danza un uomo al ritmo dei tamburi e della tarantella.

Tempo di vacanze

Approfittando della bella sagione, del tempo eccezionale di questi giorni e di qualche bel ricordo saluto tutti i nostri visitatori abituali, che aspettano da tempo le nostre notizie, e di passaggio, che per la prima volta visitano il nostro sito. La foto è di qualche anno fa ma penso che dia l’idea, soprattutto a chi è nuovo e a chi non c’è mai stato qui da noi, del clima e dell’ aria di spensieratezza che si respira a Riace durante tutta l’estate. Il mare sarà il protagonista della stagione che sta per iniziare e che tra musiche, balli e fuochi riaccenderà l’avventura del nostro piccolo borgo come ogni anno. L’evento centrale dell’estate riacese “Riac…cendi il borgo” sarà il culmine dello spettacolo che questa terra riesce ancora a regalare.