Milano4You: Segrate sarà il primo quartiere intelligente

La società di project management Red ha ufficialmente ottenuto il via libera per il suo progetto chiamato “Milano4You”, grazie al quale si realizzerà un quartiere intelligente. Questo permetterà a Segrate di dar vita la primo “smart district” d’Italia che si presenterà con almeno 10 mila abitanti e un’estensione su 306 mila metri quadri, con almeno 80 mila di zone green. L’idea è quella di poter sostenere la realizzazione di quartieri, e in modo più ampio di città, smart così da minimizzare i costi energetici, sia partendo da un aspetto ambientale che economico. Al tempo stesso si vogliono gestire in modo più attento gli immobili grazie alle tecnologie all’avanguardia. In questo modo si cerca di promuovere in tutto e per tutto la vita sostenibile, la mobilità e la stessa energia.

Come si presenterà il progetto?

Come detto si partirà da un’area di 306mila mq nella zona che sorge a nord est di Segrate: qui vi saranno circa 90mila mq di nuove edificazioni divise in modo equo tra zona residenziale, ville, residenza anziani, un’area commerciale e il centro culturale. Al suo fianco, a fare da cornice a tutto questo sorgerà un parco di 80 mila mq. Per lavorare al progetto però Red non sarà sola, ma potrà contare sull’aiuto del Politecnico di Milano. Al tempo stesso vi sono già diverse multinazionali di prestigio, pronte a entrare in scena: tra loro British Telecom, Samsung e Ibm. Al momento non si conosce ancora formalmente quando inizieranno i lavori, ma pare che la convenzione urbanistica sarà formalizzata entro l’estate 2017, per veder partire i lavori entro il mese di ottobre.

Ma siamo davvero pronti a sostenere la realizzazione di una smart city in Italia? Milano4You non è solo una grande innovazione a livello tecnologico, ma per funzionare necessita di attenti studi e analisi per verificare la sostenibilità economica e l’accettazione sociale di questo progetto che potrebbe far storcere il naso a migliaia di cittadini. Proprio per questo prima di arrivare alla realizzazione di un’intera città intelligente si partirà da un piccolo quartiere.

L’Italia è indietro, ma non resterà a guardare!

“Siamo molto soddisfatti” ha spiegato Angelo Turi, Amministratore di Red. Da oltre tre anni il gruppo lavora a “un piano visionario e unico nel suo genere, tra le tante difficoltà in cui ci siamo imbattuti e un iniziale scetticismo generale”. Dopo aver attentamente risposto alle domande dei cittadini, nel tentativo di informarli, il gruppo ha deciso di mettersi al lavoro per testare le tecnologie, verificare la competitività economica. Solo così, davanti a un buon successo e rendimento si potrà pensare a fare il grande passo, replicando il progetto per intere città smart.

Tra le tante cose da verificare per sostenere lo sviluppo “smart” bisognerà puntare su soluzioni tecnologiche non solo per gli edifici, ma anche per le reti di distribuzione di energia, mobilità e acqua. Al momento sono stati annunciati circa 6 / 7 milioni di euro di aiuti comunitari per ogni distretto, che dovrà essere abitato da 10 mila persone.

Per la prima volta l’Italia è pronta a lanciarsi nella mischia, seguendo le decisioni dell’Europa, che tra il 2014 e 2015 aveva già lanciato i primi 18 progetti sperimentali. L’Italia per ora si è aggiudicata solo due progetti: uno è quello di Milano e l’altro di Firenze. Questo perché nonostante la voglia di stravolgere la situazione attuale, bisognerà imparare e infrangere una serie di barriere che potrebbero sembrarci davvero ostiche. I comuni non sono orientati a guardare al futuro e i sistemi tecnologici devono essere potenziati per poi essere replicabili.

Al momento c’è Milano4You, ma l’Italia è ancora troppo ferma anche e soprattutto a livello di mentalità. Coinvolgere i cittadini sui modelli sostenibili aiuterà a velocizzare il processo?

 

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